di Nic Ulmi
Che cosa è successo veramente l’11 settembre 2001? Sette anni dopo il crollo delle torri del World Trade Center, una sola certezza si impone secondo i ricercatori riuniti nel movimento mondiale per l’apertura di un’inchiesta indipendente sugli avvenimenti: non c’è niente nella storia ufficiale che sia convincente. Nulla come la terza torre (la Wtc n°7) polverizzata senza ragione apparente senza spiegazioni parecchie ore dopo le torri gemelle (Lo sapevate?). “Come dice Giulietto Chiesa, deputato indipendente al Parlamento Europeo, non si sa cosa sia successo, ma si sa in compenso ciò che non è successo”, riassume Julie Franco segretario della nuova associazione svizzera “Le 11 Septembre en question”.
Un pregiudizio cosi bizzarro quanto tenace vorrebbe che solo dei teorici del complotto improduttivo paranoico o leggermente sciocco si immergessero in questo genere di riflessioni. Ebbene no! Ovunque nel mondo “conclamati ricercatori del mondo accademico mettono la loro carriera in gioco per dire qualche cosa non convince”, segnala il presidente dell’associazione, Richard Golay.
Domande a ripetizione. E’ il caso di Daniele Ganser, storico all’Università di Basilea e di Marc Chesney, professore di finanze all’Università di Zurigo, che erano di passaggio a Ginevra per evocar le relazioni inquietanti tra gli enigmi dell’11 settembre e lo stato attuale dell’economia petrolifera. Più generalmente, cittadini perplessi si domandano. Come gli svizzeri del “Le 11 Septembre en question”, che invitano i due ricercatori svizzero-tedesco che proiettano il film “Oil smoke and mirrors” fin dalla loro prima serata pubblica, giovedì 28 febbraio al forum Meyrin.
Perchè parlarne in questa pagina?Perchè qui, tabù negli altri media, il dibattito sull’incoerenza della versione ufficiale è scaturito come punto fondamentale su Internet. Il Web è stato l’oceano dove l’osservatore critico partiva per cercare degli elementi di spiegazione e l’ambito intorno il quale si raduvano coloro che ponevano le domande e i cacciatori di risposte. Negli Stati Uniti (www.911truth.org), in Europa (www.911truth.eu), in Francia (www.reopen911.info) e infine in Svizzera (www.11septembre.ch). “Perchè non si hanno avute inchieste sulla catastrofe aerea, nè sull’abbattimento delle torri?”
“Perchè non si trova alcuna traccia dell’imbarco dei passeggeri presunti sui voli in questione?”. “Quattro aerei di linea hanno potuto veramente lasciare la loro traiettoria durante un’ora senza alcuna forma di intercezione?”. Si domandano. etc etc…
Democrazia in pericolo? Si può ugualmente porsi un’altra questione. Perchè, al limite, passare del tempo a torturarsi con simili interrogativi? “Tanto non si riuscirà mai a capire quello che è realmente successo in quei giorni, non si capisce il mondo nel quale si vive, nessuna invidia per ciò che ci arriva dagli Stati Uniti con la messa in atto del Patriot Act in seguito all’11 settembre: delle leggi eccezionali che rodono i valori democratici originali dell’America. Dei valori che meritano il più profondo rispetto” aggiunge Richard Golay.
Ingegnere formatosi all’ EPFL, specialista di scienze dei materiali, Golay ha cominciato a fantasticare leggendo un articolo di Daniele Ganser sul cruciale ma sconosciuto edificio WTC7. “Nessuno specialista potrà giustificare il suo abbattimento - che non è menzionato nel rapporto governativo dell’11 settembre - secondo le spiegazioni ufficiali. Quanto alle Torri Gemelli io avevo le basi tecnico-scientifiche per verificare che le informazioni secondo le quali il calore avrebbe fatto fondere il cuore in acciaio dell’edificio non collimano con ciò che si è visto. La prima volta che il mio diploma mi è servito a qualche cosa…”.
Traduzione a cura di S.P.
question».

Un libro collettivo con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Juergen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven Jones, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Webster Tarpley e Barry Zwicker.


