di Giulietto Chiesa - La Commissione ufficiale del Congresso Usa sull’11 settembre è stata «consapevolmente impedita» nella sua ricerca della verità. Da chi? Dalla Central intelligence agency. Chi lo afferma? Sono tutte e tre le persone che coprirono le più alte responsabilità in quella commissione: i suoi due presidenti, Lee Hamilton e Thomas Kean, e l’ex direttore esecutivo della commissione Philip Zelikow. La conclusione, contenuta in un memorandum di sette pagine, presentato dallo stesso Zelikow, è che «un’ulteriore investigazione è necessaria» per verificare se vi siano state violazioni di leggi. Cioè risulta clamorosamente a sei anni di distanza che l’inchiesta ufficiale non ha potuto andare fino in fondo. Hamilton, un ex deputato democratico del Congresso, eletto nello stato dell’Indiana, accusa in modo esplicito la Cia di avere «chiaramente ostacolato» l’indagine.

di Paolo Jormi Bianchi

Nel settore delle ricerche sui fatti dell’11-9, c’è chi dice di andare a caccia di bufale, e invece prende solo mosche, nonostante mantenga operative intere squadre di scrupolossissimi investigatori del dettaglio, buoni solo a giocare con le squallide armi della calunnia e dell’insinuazione disonesta. Ma è l’evolversi stesso della situazione, il corso della storia, a mettere in un angolo i cosiddetti “debunkers”. Continuano a susseguirsi notizie circa nodi pesanti dell’11 settembre che vengono via via al pettine: notizie riportate dai media statunitensi e che rimbalzano di qua dell’Atlantico. Mentre c’è chi si affanna a trovare l’ultima virgola fuori posto nel lavoro di chi cerca la verità (con una malsana passione che senza voler pensar male, si fa comunque fatica a capire), continuano a giungere notizie che picconano pesantemente il rapporto ufficiale Kean-Hamilton del 2004, e lo sbriciolano, pezzo dopo pezzo, in uno stillicidio di rivelazioni e dubbi che alimentano lo scetticismo sempre crescente del popolo americano. Nella favoletta che gli è stata raccontata, credono in sempre meno americani.

Giulietto Chiesa, europarlamentare e presidente dell’associazione Megachip, ha così commentato la notizia uscita questa mattina in prima pagina sull’Herald Tribune e già apparsa sul New York Times il 22 dicembre scorso, riguardante le menzogne di cui la Central Intelligence Agency americana si sarebbe resa responsabile nei confronti della commissione d’inchiesta del Congresso sui fatti del 2001: «Apprendiamo che la Cia avrebbe nascosto alla commissione d’inchiesta, presieduta da Thomas Keam, materiale video concernente gli interrogatori di sospetti terroristi. I fatti risalirebbero al 2003/2004. Si tratta di una pesante e inequivocabile conferma di quanto io e il Gruppo “Zero”, con cui ho realizzato l’omonimo film documentario di recente proiettato alla Festa del Cinema di Roma, sosteniamo da anni, ovvero che gli Stati Uniti e tutto il mondo hanno bisogno di una nuova commissione d’inchiesta indipendente su quanto accaduto l’11 settembre del 2001».

Il vincitore dell’Oscar Michael Moore ha risposto ad alcune domande riguardanti la verità sull’11-9 durante un’anteprima a New York del suo nuovo documentario SICKO. I nostri giornalisti sono stati inizialmente evitati da Moore ma successivamente ha deciso di avvicinare i reporters di WeAreChange.org e di Infowars.com per una discussione.

Moore ha espresso i suoi dubbi sulla versione ufficiale dell’11-9, che si distanziano chiaramente dal quadro di ‘negligenza governativa’ da lui descritto nel suo film Fahrenheit 9/11, uscito circa tre anni fa.

Grande successo per la prima torinese di ZERO, l’inchiesta-documentario sull’11 settembre.
Oltre duecento gli spettatori che venerdì 14 dicembre hanno assistito alla proiezione presso il Caffè Basaglia di via Mantova. Un pubblico preparato, curioso, attento, ha seguito con interesse il documentario e posto molte domande e spunti di riflessione durante il dibattito.
Un grande ringraziamento agli amici del Caffè Basaglia e all’associazione Videocommunity per il supporto nella parte organizzativa e tecnica.
Tanti i complimenti, gli incoraggiamenti, e molte le richieste di proiettare il filmato in altre città. Una bella serata che alimenta l’entusiasmo per continuare nella distribuzione capillare di ZERO.
Ricordiamo che chiunque voglia organizzare una proiezione nella propria città lo può segnalare contattando info@zerofilm.info

Dall’inizio del nostro - ormai possiamo dire - comune lavoro, siamo stati oggetto dell’attenzione spasmodica di gruppi di provocatori che hanno cercato di calunniarci in ogni modo.
L’azione di costoro si è intensificata (ed era da attenderselo) con l’uscita del film al festival del cinema di Roma e con il successo di stampa e di attenzione che esso ha suscitato.