L'11 settembre del 2002 il New York Times ha scritto: "A distanza di un anno i cittadini sono meno informati sulle circostanze in cui sono morte 2.801 persone in pieno giorno all'estremità meridionale di Manhattan di quanto, nel 1912, trascorsa qualche settimana, non lo fossero a proposito del Titanic". Cinque anni dopo quell'articolo, quanto accade quel giorno resta ancora un mistero.
"ZERO - inchiesta sull'11 settembre": due anni di preparazione, ricerche, inchieste. Per scoprire tutto ciò che la versione ufficiale non dice.
"ZERO - inchiesta sull'11 settembre" è un film prodotto anche grazie all'azionariato popolare: il budget è stato diviso tra centinaia di piccoli produttori. Questo originale sistema di proprietà diffusa rende ZERO un film di tutti, un film unico.
In libreria “ZERO. Perchè la versione ufficiale sull’11/9 è un falso”
Un libro collettivo con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Juergen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven Jones, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Webster Tarpley e Barry Zwicker.
Scheda e autoriIntroduzione di Giulietto ChiesaAcquista il libro su IBS
L’11 settembre del 2002 il New York Times ha scritto: “A distanza di un anno i cittadini sono meno informati sulle circostanze in cui sono morte 2.801 persone in pieno giorno all’estremità meridionale di Manhattan di quanto, nel 1912, trascorsa qualche settimana, non lo fossero a proposito del Titanic”. Cinque anni dopo quell’articolo, quanto accade quel giorno resta ancora un mistero
Zero-Inchiesta sull’11 settembre è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti. Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.
Bush e i suoi amici ci hanno detto per anni che Osāma bin Lāden era la mente dell’11/9. Ma l’unico straccio di processo sono riusciti ad iniziarlo a carico di Khalid Shaikh Mohammed,il famoso KSM.
In tempi di penuria, anche nel sacro si faceva di necessità virtù. E i prelati, se al venerdì c’era solo carne, la benedivano lo stesso con la formula: “Ego te baptizo piscem”.
L’estenuante Quaresima dell’amministrazione Bush funziona allo stesso modo.
A officiare il rito della rinomina è stata la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, nel corso di una conferenza stampa a sette anni dai mega-attentati.
La chiusura degli uffici francesi del Réseau Voltaire (“Rete Voltaire”, NdT) e l’esilio del suo presidente sollevano molti interrogativi. Alcuni commentatori vi hanno visto la fine di un avventura, altri, al contrario, nell’osservare che queste decisioni non hanno ridotto la combattività del Réseau, hanno cercato di scoprire quali fossero le motivazioni. Thierry Meyssan lo spiega qui. Meyssan descrive una Francia sottoposta al controllo dei servizi statunitensi, con un’opinione pubblica anestetizzata che non ha consapevolezza del controllo politico. Ai suoi occhi, c’era un pericolo immediato e la minaccia che lo ha costretto ad andarsene non tarderà a ricadere su altri.
Lei ha lasciato la Francia un anno fa, nel settembre 2007. Non è un espatriato qualsiasi: è famoso in tutto il mondo come l’iniziatore del movimento che contesta la versione governativa degli attentati dell’11 settembre, il leader di un movimento anti-imperialista, e in alcuni paesi si è presentato come il principale dissidente occidentale. Perché è stato costretto all’esilio?
À l’occasion de la mise en vente en Italie du DVD du film documentaire « Zéro, Enquête sur le 11 Septembre », l’association ReOpen911 s’est déplacée à Rome pour interviewer son réalisateur Franco Fracassi et son producteur Thomas Torelli.
Pourtant plébiscité par le public et les journaux télévisés au moment du festival du cinéma de Rome en octobre 2007, le film n’a pas trouvé de distributeur en Italie et après six mois de projection dans les cinémas de quartier et les « circoli », équivalents des MJC françaises, on peut maintenant le trouver en vente dans les kiosques italiens.
Lettera/5 - Caro Dottor Chiesa, leggo su Megachip del grande successo riscosso dal
film Zero in Russia. Di questo mi rallegro. Ma dopo aver letto l’articolo
mi è sorto un dubbio. Può essere positivo per un film d’inchiesta come
Zero diventare, seppur indirettamente, mezzo di propaganda anti USA?
Perchè in questo momento di gravi tensioni internazionali un simile
”prodotto” di origini fra l’altro poco sospette perchè realizzato in
occidente in Russia può essere tranquillamente strumentalizzato a fini di
propaganda. Insomma, non credo che a Putin o soci possa interessare tanto
l’aspetto morale, etico dell’eventuale complotto dell’ undici settembre.
Probabilmente loro sanno persino la verità o l’hanno saputa quasi subito.
Quello che conta è l’uso propagandistico che in Russia in questo momento
può essere fatto del film. E che poi potrebbe essere rinfacciato a Lei per
gettare discredito totale su Zero e sui suoi realizzatori. Non che ci
fosse bisogno di questo successo russo per effettuare opera di
discredito…
Cordiali saluti
Alessandro Lucherini
Il candidato presidenziale indipendente statunitense Ralph Nader si è impegnato a sostenere una nuova inchiesta sugli eventi dell’11/9, commentando che la Commissione sull’11/9 era «viziata, fin dall’inizio».
Nader è stato interrogato dai membri del gruppo “We Are Change” (“siamo il cambiamento”) in Ohio durante un evento elettorale a Cincinnati dell’8 settembre 2008. Quando gli è stato chiesto se sostenesse il movimento per la verità sull’11/9 e gli sforzi degli attivisti e delle famiglie delle vittime tesi a far conoscere le bugie che circondano gli attentati, Nader ha risposto:
«Ero lì quando raccoglievano firme in mezzo al pubblico, e li ho sostenuti.» ha commentato Nader, riferendosi alle attività di “We Are Change” nel corso della riunione. «Per la Commissione sull’11/9, prima di tutto, è stato necessario che i membri delle famiglie (delle vittime ,ndr) spingessero l’amministrazione persino ad avere un’inchiesta; si può forse immaginare che con un attacco come questo il governo non voglia nemmeno avere un’ inchiesta?» ha dichiarato Nader.
On 9/11 I’ve been in Moscow, signing books, speaking at Round Table of the Russia’s news agency and the Moscow University – and watching the prime time screening of an alternative 9/11 movie on the Channel One of Russian TV. This screening was an additional asymmetric Russian response to the American administration’s anti-Russian PR offensive of recent days.
Another 9/11 attraction was a public reading by Vsevolod Emelin, one of the best modern Russian poets, of his Belloc-like ironic poems commemorating this day, with the punchline: “People rejoiced all over the world that America was finally screwed”. Read it in Russian on http://www.nbp-info.ru/nbart/emelin/ An American spoof on the same topic is at the bottom of this email.
Il 16 settembre Zero è stato proiettato a Bruxelles di fronte a oltre duecento spettatori. Al termine del documentario ha avuto luogo un dibattito molto seguito. Tra gli ospiti l’europarlamentare Giulietto Chiesa, promotore del progetto Zerofilm. Un partecipante ha registrato le sue posizioni realizzando un articolo diviso in tre parti poi pubblicato su www.agoravox.fr:
di Arnaud Gally
1a parte - Etait organisé ce 16/09/08 à l’espace Delvaux (XXX1) à Bruxelles, une projection du film « Zéro, Enquête sur le 11 Septembre » (XXX2) suivie d’un débat animé par deux invités, Jean-Luc Guilmot et Giuletto Chiesa (XXX3).