Zero nelle parole dei coproduttori



Dopo la proiezione di Zero alla Festa del Cinema di Roma ecco le prime impressioni di alcuni tra gli oltre 400 coproduttori che hanno reso possibile la realizzazione del film:

“Bellissimo film e voi siete dei grandi! Spero di rivederlo presto nelle sale.”(s.c.)

“Grazie. Complimenti per il film. Sono orgoglioso di essere coproduttore.”(m.p.)

“Mi è piaciuto moltissimo. Devo dire che pur avendone viste diverse anticipazioni attraverso i vari montaggi provvisori di alcuni spezzoni, il risultato è ancora migliore di quanto già non mi aspettassi, tra l’altro grazie anche a diverse “chicche” che intelligentemente non erano state anticipate. Sono certo che l’effetto è stato davvero potente per tutti coloro che hanno visto il film ieri non sapendo ancora nulla. Anche per me, che negli ultimi due anni mi sono documentato abbastanza bene, devo dire che alcuni dettagli sono risultati piuttosto scioccanti, quindi posso immaginare che che il risultato sia praticamente esplosivo per chi vi si accosta per la prima volta. È stato bellissimo veder finalmente realizzata quest’opera, se possibile sono ancora più felice ed orgoglioso di prima di aver dato il mio contributo a questo progetto. Avete realizzato un vero e proprio miracolo. Spero che ora ne possiate trarre tutta la soddisfazione che meritate, complimenti davvero.” (r.p.)

“Devo dire che mi è molto piaciuto… conoscevo il contenuto, sia per le anticipazioni del film viste nei mesi precedenti, sia per essermi documentato negli scorsi anni (ma su questo l’operazione è comunque meritoria, anche se per alcuni può non apportare elementi nuovi di analisi ma per moltissimi può servire a squarciare un velo di omertà sull’11 settembre… molti miei amici e conoscenti, pur informati e sedicenti di sinistra, sono totalmente asserviti alla versione ufficiale!!!).
Dicevo, pur non apportando per me elementi di assoluta novità, trovo che il film sia davvero ben fatto, anche da un punto di vista registico, con soluzioni di regia, appunto, azzeccate e comunicative… forse trovo solo l’intervento di Dario Fo, seppure efficace sul piano comunicativo, un po’, come dire, “sciatto” su quello della forma filmica…
Complessivamente, comunque, complimenti per il vostro lavoro e spero vivamente in una distribuzione nei cinema degna del film!!!!! Ciao e grazie di averci fatto partecipare a questa avventura!!!!” (f.m.)

“Grandi, vi meritate di farvi una partita a biliardino con le pallette di Teodori… :-) sono contentissima per voi, l’impegno vero paga sempre.” (s.v.)

“Sono andata a vedere Zero al Linus, complimenti, è fatto benissimo, ci sono interviste ed approfondimenti non visti precedentemente e veramente ci sarebbe da fare una campagna perchè sia visto da più spettatori possibili nonostante le difficoltà.” (p.l.)

“Davvero potente, ben fatto, bravi (e belli).” (f.d.)

“Ieri ho visto il film Zero e devo dire che non era per niente male, l’ho apprezzato in tutte le sue scelte… quella di non lasciarsi andare a teorie complottiste, quella di raccogliere solo cose dimostrabili e non tutte le varie ipotesi, e anche quella di non aver parlato del quarto aereo, intorno al quale c’è più mistero che altro!!! Veramente bello e interessante, senza punti morti ed efficace nel suo scopo di far riflettere lo spettatore! Posso anche dire che l’applauso del pubblico non si è soltanto fermato alla sera della proiezione. Ho seguito la conferenza stampa e all’entrata del “cast“ c’è stato un lungo applauso da parte di tutti i presenti, cui sono seguiti altri applausi durante gli interventi, a testimoniare come abbiano tutti risposto molto bene al film!!!.” (l.)

“Il film mi è piaciuto molto, ma si faceva un po fatica a leggere la traduzione inglese in fondo alle scene. Alcune cose mi sono sfuggite e spero che rigurdandolo in DVD (quando ci sarà) mi si chiariranno. Un dubbio che è venuto a Mina, la volontaria che stava seduta accanto a me. Se non era l’aereo di linea quello che si è schiantato sul pentagono, quell’aereo dov’è andato a finire? Ci dovrebbero essere stati dei morti… E dell’altro aereo quello su cui i passeggeri si erano ribellati? Si sa qualcosa?” (a.m.)

“Veramente un gran lavoro! Complimenti a tutto il gruppo. speriamo serva a scuotere del torpore. E a molto altro.” (m.f.l.)

“Il film è venuto molto bene. Mi è piaciuto in particolare il montaggio, perché non permette di annoiarsi e soprattutto è interessante la tecnica di riscrivere frasi o parole chiave per memorizzare i concetti. Inoltre ritengo utile, per riuscire a seguire e mettere insieme tutte le informazioni, il filo conduttore che tengono i tre narratori fuori campo Fo-Costa-Ovadia. L’unica parte che avrei ristretto un po’, anche perché è la più evidente, è quella che riguarda il Pentagono… forse troppo ampia rispetto al resto del film.” (d.f.)

“Grazie per il lavoro che avete fatto, è un grande contributo alla verità.” (m.r.)

“Secondo me il film è di grande impatto. Le interviste che mi sono piaciute di più sono quelle ai tecnici (fisici, ingegneri, istruttori di volo…). hanno spiegato il loro lavoro in modo preciso ma anche divulgativo. la cosa che mi è piaciuta meno, nel contesto del film, è stata la parte di Giulietto Chiesa. È interessante vedere come l’informazione può essere manipolata, ma forse gli viene dedicato troppo tempo.” (c.c.)

“Magnifico! Grazie a tutti, grazie Giulietto: salvaci tu che se aspettiamo Walter…” (t.f.)

“Credo che per il genere sia un pochino lungo, volendolo paragonare come prodotto a Fahrenheit 9/11 di Micheal Moore (che dura 112 min.). Chiedo inoltre se è previsto una versione italiana un ‘voice over’ sulle interviste dei personaggi inglesi, altrimenti potrebbe essere difficile da seguire per un pubblico non inglese. Sarebbe da rivedere naturalmente (magari non alle 11 di sera), ma ho avuto l’impressione che la sequenza di interviste sia troppo lunga e non intervallata con qualche momento di “pausa“ per la mente che consentirebbe allo spettatore di seguire meglio, forse una voce narrante che introduca e commenta le testimonianze. Insomma ho sentito la mancanza di un’ alternarsi di tensione e rilassamento che aiuterebbe alla comprensione del messaggio”. (a.m.)

“È stato bellissimo, veramente emozionante. Avevamo i brividi… Dario Fo spettacolare!!!!” (i.d.m.)

“Forse non dico cose originali, ma ho trovato pregevole il quadro d’insieme che questo documentario propone, oltre ad alcune informazioni di cui, almeno io, non ero a conoscenza, come il singolare “balletto“ sulle procedure antiterrorismo, e il falso filmato sull’imbarco dei due dirottatori. Ma più di tutto, ho trovato interessante il percorso di riflessione che il documentario propone, parallelo e intersecato al quadro d’insieme informativo. Il dipanarsi del fil rouge, l’antinomia tra vero e falso, il contrasto tra versione ufficiale e gli elementi che si aggiungono a poco a poco, mostrando sempre più evidenti contraddizioni, la toccante testimonianza di Robert McIlvaine, l’inquietante presa di coscienza di fronte alla realtà dell’inganno. Una consapevolezza che matura tanto più irreversibilmente, quanto più si è coinvolti in prima persona, come per la morte di un figlio, e non si riesce più a fare finta di niente, a pensare che sia un’esagerazione, a voltare lo sguardo altrove. Consapevolezza con cui tutti dovremo prima o poi fare i conti. L’incredulità e il tabù di cui Robert McIlvaine parla, mi ricordano tante storie di casa nostra. Una per tutte: i fatti di Genova e la stessa amara e sbalorditiva consapevolezza della menzogna diffusa nella sua veste ufficiale e della manipolazione a cui siamo sottoposti. Ora comincia il lavoro più difficile, credo, in cui tutti siano implicati. Grazie a tutto il gruppo di Zero per il servizio offerto.” (m.f.l.)

“A me e alla mia amica è piaciuto molto. Trovo che sia un vero e proprio ‘documento’ storico o meglio di storiografia come non siamo più abituati a vedere. Si raccontano i fatti come sono, come sono stati comunicati e presentati durante l’inchiesta allora e anche quelli omessi. E ovviamente le contraddizioni vengono fuori in modo da notarle. Non c’è l’intenzione di dare delle interpretazioni per avvalorare un pensiero o un altro. Una cosa che ormai non siamo più abituati a vedere anche in quelli che sono dei giganti come mezzi d’informazione: la stampa e la TV. Dove i fatti sono raccontati con l’intenzione di influenzare in una specifica direzione, sempre. Questo film no. Questo film racconta i fatti senza omissioni come si fa quando si fa storiografia. La gente è quindi libera di farsi le sue domande, darsi delle risposte (se riesce) e quindi farsi una sua opinione. Che comunque va in una direzione inevitabile se si collega quell’episodio con tutto quello che e’ successo e sta succedendo. I miei complimenti a tutto lo staff. Sono contenta di aver fatto parte, anche se in piccolo, alla realizzazione di questa progetto. E vorrei essere di aiuto anche nei prossimi.” (a.p.)

“Ieri sera ne ho parlato abbastanza con mio nipote, che è un esperto di cinema e autore di piccoli documentari amatoriali. Il nostro punto di vista è quello di due persone che erano già informate sulla maggior parte degli argomenti trattati e ovviamente schierate a favore della tesi del film. In particolare, entrambi conoscevamo sia l’Incredibile Menzogna di Thierry Meyssan, uscito un anno dopo la tragedia, che Fahrenheit 9/11 di Michael Moore del 2004, che Inganno Globale di Massimo Mazzucco. Forse quindi ci aspettavamo che ZERO, uscito a fine 2007, forte anche della conoscenza delle controcritiche che strumentalmente i tanti Attivissimo muovono alle schiaccianti critiche, avrebbe presentato molte nuove argomentazioni. Secondo noi, una parte originale di grande rilievo e valore è stata quella della connection al-Qaeda-CIA, con la testimonianza sui visti fasulli fatta dal Console americano. Forse su questi fatti così palesi si sarebbe potuto azzardare anche qualche ipotesi un po’ più spinta.
Però capisco che in questa fase non è tanto importante presentare una valanga di argomenti, ma scegliere quelli giusti dal punto di vista dell’inattaccabilità e della presa sul grande pubblico e so anche che si deve andare con molta prudenza, perché come ha detto Giulietto Chiesa: chi, dopo una lunga e seria indagine, cerca di smontare un cumulo di menzogne non può permettersi di sbagliare neanche una virgola, pena la perdita di credibilità su tutto il lavoro d’indagine.
Dicevamo con Giovanni che forse avrebbe potuto giovare alla credibilità del film, la presentazione e la demolizione di alcune delle usuali critiche che i detrattori hanno fin qui mosso ai sacrosanti dubbi sulla versione ufficiale del 11/09.
Continuo a credere che per ZERO la vera sfida sarà ora la distribuzione al grande pubblico, italiano e internazionale, raggiungere e sensibilizzare una grande massa di pubblico è la sua vera ragione di essere. Finora il dibattito ha riguardato i blog e le piccole comunità d’intellettuali, la controffensiva non ha quindi avuto necessità d’intervenire con strumenti di comunicazione (e distruzione cerebrale) di massa, si è accontentata degli Attivissimo.
Quando il termometro dell’opinione pubblica dovesse raggiungere i livelli di guardia, dovremmo aspettarci azioni pesanti condotte con molte più risorse di quelle impiegate per produrre ZERO. Te ne cito una classica, molto usata sulla rete, della categoria che io chiamo “neutralizzazione del segnale con il rumore”: l’uscita di una serie di fiction d’azione con attori di successo, in mano ai grandi distributori, quindi con grande seguito di pubblico, sui fatti del 9/11, contenenti molti degli argomenti contestati da ZERO, però mescolati ad altri palesemente fantasiosi, stile David Icke. La gente, come in un videogame, non saprebbe più cosa è reale e cosa virtuale, vero o falso e il gioco è fatto! Purtroppo chi ha in mano il potere economico, ha anche in mano l’informazione, quindi il compito è estremamente arduo, ma noi non demorderemo.” (p.d.s.)

“Il film è bellissimo e molto ben calibrato. Condivido la scelta di non parlare di nulla che non fosse sicuro, ma di limitarsi a descrivere fatti certi evitando di ricercare lo scoop ad ogni costo. Avete fatto bene a non affrontare il caso di United 93: per quanto sia certo che nel punto di impatto ufficialmente indicato non sia mai caduto alcun aereo, tutto il resto ha molti punti oscuri. Inoltre la versione ufficiale su quanto avvenuto ha rappresentato un punto di orgoglio negli americani: con il supposto atto di eroismo dei passeggeri che avrebbero sopraffatto i terroristi.
Il film è ricco di informazioni e di fatti, descritti con chiarezza e precisione; gli interventi di Lella Costa, Moni Ovadia e Dario Fo rendono più vivace e brillante la descrizione di alcuni avvenimenti chiave. Mi è piaciuto il grande Dario Fo, che con la sua inimitabile ironia è riuscito a ridicolizzare alcuni contenuti della versione ufficiale. Molto efficaci le tante interviste presenti nel film. Utili anche le scritte animate sullo schermo, che ribadiscono le informazioni più importanti fornite agli spettatori.
Dal punto di vista della qualità artistica è necessario innanzitutto apprezzare che dei registi italiani abbiano finalmente ripreso a realizzare dei documentari cinematografici con tematiche di questo livello. Il film, nonostante l’argomento difficile e la durata abbastanza lunga per un documentario, ha il pregio di non annoiare mai lo spettatore. Anzi, è molto potente ed emotivamente coinvolgente.
Per non far montare troppo la testa ai registi, indico anche qualche difetto: i sottotitoli bilingue riempiono lo schermo di scritte, con discutibile risultato estetico, e creano un po’ di disorientamento nello spettatore che non sa dove leggere tra il testo inglese e quello italiano e rischia di non riuscire a leggere nessuno dei due. Suppongo però che la versione che uscirà nelle sale avrà solo i sottotitoli italiani, eliminando questo disturbo. Manterrei però l’audio originale delle interviste, mettendo il sottotitolo con la traduzione per quando l’intervistato parla in inglese. Ho anche notato che la qualità tecnica delle riprese video ed audio degli interventi di Lella Costa e soprattutto di Dario Fo appaiono nettamente inferiori alla qualità tecnica del resto del film. Infine, una considerazione estetica: il montaggio molto veloce e nervoso (stile spot pubblicitario o videoclip musicale) di molte sequenze ha il pregio di dare ritmo e vivacità al film, ma forse in qualche momento può risultare un po’ eccessivo. Si tratta però di una valutazione legata al mio gusto personale, non necessariamente di un difetto.
In conclusione non posso che ribadire agli autori i miei sinceri complimenti che vi ho già espresso ieri di persona: avete prodotto un lavoro eccellente sia dal punto di vista dei contenuti sia dal punto di vista artistico. Un grazie di cuore per aver avuto l’idea, l’iniziativa, il coraggio e la capacità di realizzarlo. Personalmente, sono orgoglioso di aver potuto dare un seppure piccolo contributo al vostro lavoro. Ora, però, è necessario fare in modo che le persone, in tutto il mondo, lo vadano a vedere. Cominciando dal nostro Paese… Fatemi sapere se posso aiutarvi.” (d.l.)

“Sono convinto che molti interrogativi del film facciano riflettere sia gli scettici ma anche coloro i quali non avevano mai messo in dubbio la versione ufficiale. Se il messaggio che si intende dare è quello di mettere in evidenza gravi lacune, superficialità, menzogne, “ragioni di stato”, conclusioni affrettate e palesemente illogiche su certi punti del rapporto americano, direi che il film ci è riuscito abbondantemente. Non mi è piaciuto vedere corpi straziati in conseguenza della guerra in Afghanistan cosi come ho invece apprezzato di non averne mai visti nelle riprese della caduta delle torri. Manca la spiegazione del motivo per cui il film si chiama Zero. Si deve provvedere a inserirlo nei titoli di presentazione o nel testo. I titoli scorrevano troppo velocemente. Per il resto sono contento di aver partecipato a far vedere certe cose da un’angolazione diversa da quella ufficiale.” (f.f.)

“Brevemente e poi appena ci vediamo approfondiamo: il film è troppo lungo, dato che si tratta di un docu/film; mi è piaciuto molto il montaggio.” (a.d.g.)

“Visto il film al Farnese, che dire… vi amo tutti!” (r.b.)

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