Carissimo Giulietto Chiesa,
Risposta di Giulietto Chiesa
Caro Mallozzi,
Parto dalla fine. L’Associazione Megachip non ha da rispondere alle critiche che mi vengono rivolte, perchè l’Associazione Megachip non è Giulietto Chiesa. Non ho concordato con Megachip le mie posizioni, di cui mi assumo personalmente tutta la responsabilità. Del resto non credo neppure che tutti i soci e gli amici di Megachip condividano in tutto o in parte il mio impegno per la verità sull’11 settembre.
Quanto all’affermazione che io non avrei mai replicato alla “delegittimazione” condotta nei miei confronti, devo dire che non corrisponde al vero. Se lei va a rileggersi le mie risposte ai lettori, sia su www.megachip.info, sia su www.giuliettochiesa.it, troverà decine di risposte a singole osservazioni che mi sono state poste da lettori. A mio giudizio si tratta di risposte adeguate, che infatti in molti casi hanno convinto chi me le poneva. Tra l’altro adesso stiamo riorganizzando il sito www.zerofilm.info, in connessione con l’avvio della vendita di Zero sul web, e una apposita sezione del sito conterrà tutte le risposte utili che, in diverse occasioni, in questi anni, ho pubblicato. Potrà così sincerarsi direttamente di quanto vado dicendo, con maggiore comodità di ricerca.
E’ vero, tuttavia, che non mi sono impegnato in uno scontro diretto con Attivissimo e soci. Ho già spiegato perchè in diverse lettere, tra quelle or ora citate. In primo luogo perchè questi presunti “delegittimatori” sono dei provocatori di professione. Non gente che vuole discutere, ma gente che vuole calunniare, come emerge con ogni chiarezza possibile dai siti che lei ha citato.
Per una questione di decenza e di dignità personale non lo faccio.
In secondo luogo è una disputa senza senso. Il mio lavoro si basa su un background piuttosto ampio, di conoscenze accumulate nel corso di una intera carriera professionale. Chi sono lo si sa. Dovrei confrontarmi con persone di cui non si sa niente, che pretendono di collocarsi a livelli di conoscenza che non hanno. So bene che sarebbero felicissimi di ingaggiare una tenzone - ovviamente a base di insulti - con me. Ne sarebbero contenti perchè li legittimerei. Cosa che non intendo fare.
Quando Attivissimo si presentò, con la sua squadretta di provocatori, al Festival di Roma dove Zero venne proiettato, cercò in tutti i modi di venire a stringermi la mano. Se ci fosse stato un fotografo immagino sarebbe stato contento. Ma la mano non gliela strinsi e il fotografo non ci fu.
Li ho definiti “kamikaze di Bush”, perchè faranno (anzi già stanno facendo) questa fine, via via che la verità sull’11 settembre emergerà.
Loro vorrebbero che io mi perdessi nei particolari, per esempio nel calcolo dei centimetri del buco del Pentagono, o mi chiedono di mostrare dov’erano i sistemi missilistici di difesa del Pentagono. Queste vere e proprie scemenze fanno parte delle cosiddette “bubbole” da loro si fa per dire rivelate. Ad alcune di queste scemenze, visto che non tutti sono in grado di riconoscerle come tali, ho risposto (e vada a leggersi le mie risposte, se ha tempo e voglia. Un esempio QUI. Potrei rispondere a quasi tutte). Nel film ci sono alcuni errori e imprecisioni, anche di questo ho già parlato a più riprese. Ma non c’è niente di strano. Zero è stato fatto in tempi rapidi, con mezzi limitati, quando ancora molti materiali erano sconosciuti. Era ed è un work in progress. Tra l’altro stiamo preparandoci a fare Zero-due, dove collocheremo molti nuovi elementi, nel frattempo emersi, e dove correggeremo gli errori. Del resto secondari e, per molti aspetti, irrilevanti, nel senso che nessuno di essi inficia, neppure lontanamente, la nostra impostazione.
Inoltre io muovo da una considerazione politica che mi pare essenziale. Nessuno di questi piccoli cialtroni ha mai avuto il coraggio di denunciare il criminale George Bush per la guerra irachena, o per le torture. Ho già detto una volta che, se qualcuno di costoro dichiarasse pubblicamente che Bush è un criminale e, nello stesso tempo, ammettesse la legittimità dei dubbi (non dico delle conclusioni) che mi hanno spinto a occuparmi dell’11 settembre, allora sarei disposto a discutere approfonditamente tutto il resto ( tempo permettendo naturalmente, perchè io mi occupo, com’è noto, anche di altre questioni e non prendo stipendi e prebende per “delegittimare” nessuno, nemmeno i criminali che organizzano guerra infami. Questo la faccio gratis, con i soldi miei.
Ma fino ad ora nessuno di costoro ha risposto a questa sfida. Perchè, evidentemente, stanno dalla parte dei criminali che organizzano guerre infami. Per cui il termine “kamikaze di Bush” gli si addice a pennello.
Ecco la confessione:
sulla Luna; ma lo fanno anche i privati, tramite le micro-donazioni online. Non ho un tariffario da detective, però.”
Carissimo Giulietto Chiesa,
brevemente.
Ho avuto modo, successivamente alla mia lettera, di “testare con mano” l’arroganza e l’assoluta autorefenzialità di Attivissimo and company.
Non mi ero reso conto che dietro praticamente tutti i siti che le ho indicato c’è sempre sto cavolo di attivissimo, che di attivo ha poco e niente (forse solo il portafoglio).
Condivido a pieno quello che lei ha detto.
Volevo tuttavia, a suo tempo, conoscere la sua opinione in merito e soprattutto chiarirmi qualche punto (tipo quello su Megachip).
Lo ha fatto. E lo ha fatto come al solito con il suo stile eccezionale.
Ringraziandola del tempo dedicato alla lettura della mia lettera ed ancor più alla risposta, le confesso di essere assolutamente dispiaciuto di non aver più un rappresentante come lei in parlamento. Grazie ancora.
Saluti. Vincenzo Mallozzi


Un libro collettivo con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Juergen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven Jones, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Webster Tarpley e Barry Zwicker.


