Dopo Augias

≡ Categoria: Articoli 3 Febbraio 2008

Leggi le lettere ricevute da Chiesa sul suo sito
Giulietto Chiesa - Forse non tutti sanno che la trasmissione con Augias è stata preceduta da una vera e propria forma di pressione preventiva da parte di un gruppo organizzato di quelli che io chiamo ormai i kamikaze di George Bush.

di Enzo Modugno - Chi rifornisce di armi gli insorti iracheni? Anche nel triangolo sunnita, cento chilometri di lato, da quasi cinque anni centinaia di migliaia di marines e contractors non riescono a impedire questi rifornimenti. Anzi, secondo Bush, questa guerra durerà dieci anni come in Vietnam. Incapacità dei generali? Merito degli insurgents?

L’articolo di Giulietto Chiesa sulle dichiarazioni della Bhutto, è stato uno scoop per il Gruppo Zero. Uno scoop particolare, paradossalmente realizzato con due mesi di ritardo rispetto all’intervista della leader Pakistana. Un paradosso reso possibile dal silenzio dei media.

Continuano a saltare fuori notizie che testimoniano come la versione ufficiale dei fatti del 9-11 venga messa in discussione ormai ovunque nel mondo. Continua a succedere che notizie di primo piano che riguardano l’evento più importante della storia recente, il disastro che ha inaugurato il nostro martoriato secolo, vengano ignorate dai media. Questa volta la notizia censurata è stata quella delle dichiarazioni del parlamentare giapponese Yukihisa Fujita, membro del Partito Democratico del suo paese.

“Considerando che l’Unione Europea ha tra le sue priorità la lotta al terrorismo internazionale, chiedo di conoscere quali aggiustamenti e valutazioni siano derivate dalla notizia della morte di Osama Bin Laden, additato da 6 anni come il capo di Al Qaeda, data da Benazir Bhutto in un’ intervista della rete televisiva Al Jazeera il 2 Novembre 2007, due mesi prima della sua morte”. Giulietto Chiesa, 15.01.08

(*)Osama bin Laden è stato ammazzato.

≡ Categoria: Articoli 15 Gennaio 2008

di Giulietto Chiesa - (*questo articolo è uscito anche, leggermente modificato e integrato, su La Stampa del 15-1-08)
Dovrei mettere il punto interrogativo, per prudenza. Io non l’ho visto, non ho le prove. Ma chi lo dice è stata ammazzata e non era l’ultima arrivata sulla scena pachistana. E la sua morte, molto recente, mi pare come una conferma indiretta della validità della sua rivelazione. Per questo non metto il punto interrogativo. Lo mettano i maestri del giornalismo - italiano e mondiale - che hanno taciuto, insieme alle mille verità dell’11 settembre, anche questa notizia. Per oltre due mesi. Esattamente per due mesi e 11 giorni. Perchè questa notizia, con la “N” maiuscola, risale al 2 novembre 2007.

di Giulietto Chiesa - La Commissione ufficiale del Congresso Usa sull’11 settembre è stata «consapevolmente impedita» nella sua ricerca della verità. Da chi? Dalla Central intelligence agency. Chi lo afferma? Sono tutte e tre le persone che coprirono le più alte responsabilità in quella commissione: i suoi due presidenti, Lee Hamilton e Thomas Kean, e l’ex direttore esecutivo della commissione Philip Zelikow. La conclusione, contenuta in un memorandum di sette pagine, presentato dallo stesso Zelikow, è che «un’ulteriore investigazione è necessaria» per verificare se vi siano state violazioni di leggi. Cioè risulta clamorosamente a sei anni di distanza che l’inchiesta ufficiale non ha potuto andare fino in fondo. Hamilton, un ex deputato democratico del Congresso, eletto nello stato dell’Indiana, accusa in modo esplicito la Cia di avere «chiaramente ostacolato» l’indagine.

di Paolo Jormi Bianchi

Nel settore delle ricerche sui fatti dell’11-9, c’è chi dice di andare a caccia di bufale, e invece prende solo mosche, nonostante mantenga operative intere squadre di scrupolossissimi investigatori del dettaglio, buoni solo a giocare con le squallide armi della calunnia e dell’insinuazione disonesta. Ma è l’evolversi stesso della situazione, il corso della storia, a mettere in un angolo i cosiddetti “debunkers”. Continuano a susseguirsi notizie circa nodi pesanti dell’11 settembre che vengono via via al pettine: notizie riportate dai media statunitensi e che rimbalzano di qua dell’Atlantico. Mentre c’è chi si affanna a trovare l’ultima virgola fuori posto nel lavoro di chi cerca la verità (con una malsana passione che senza voler pensar male, si fa comunque fatica a capire), continuano a giungere notizie che picconano pesantemente il rapporto ufficiale Kean-Hamilton del 2004, e lo sbriciolano, pezzo dopo pezzo, in uno stillicidio di rivelazioni e dubbi che alimentano lo scetticismo sempre crescente del popolo americano. Nella favoletta che gli è stata raccontata, credono in sempre meno americani.

Giulietto Chiesa, europarlamentare e presidente dell’associazione Megachip, ha così commentato la notizia uscita questa mattina in prima pagina sull’Herald Tribune e già apparsa sul New York Times il 22 dicembre scorso, riguardante le menzogne di cui la Central Intelligence Agency americana si sarebbe resa responsabile nei confronti della commissione d’inchiesta del Congresso sui fatti del 2001: «Apprendiamo che la Cia avrebbe nascosto alla commissione d’inchiesta, presieduta da Thomas Keam, materiale video concernente gli interrogatori di sospetti terroristi. I fatti risalirebbero al 2003/2004. Si tratta di una pesante e inequivocabile conferma di quanto io e il Gruppo “Zero”, con cui ho realizzato l’omonimo film documentario di recente proiettato alla Festa del Cinema di Roma, sosteniamo da anni, ovvero che gli Stati Uniti e tutto il mondo hanno bisogno di una nuova commissione d’inchiesta indipendente su quanto accaduto l’11 settembre del 2001».

Il vincitore dell’Oscar Michael Moore ha risposto ad alcune domande riguardanti la verità sull’11-9 durante un’anteprima a New York del suo nuovo documentario SICKO. I nostri giornalisti sono stati inizialmente evitati da Moore ma successivamente ha deciso di avvicinare i reporters di WeAreChange.org e di Infowars.com per una discussione.

Moore ha espresso i suoi dubbi sulla versione ufficiale dell’11-9, che si distanziano chiaramente dal quadro di ‘negligenza governativa’ da lui descritto nel suo film Fahrenheit 9/11, uscito circa tre anni fa.

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