di Irene Bignardi, da “Il Venerdì di Repubblica”, 9 maggio 2008
E’ un film da vedere. Perché ponendo alcuni quesiti seri, non dà tuttavia risposte, salvo una: che evidentemente (l’evidenza si evince da quello che ci viene mostrato) la versione sull’11 settembre è un falso, che le cose non quadrano, che ci sono dovute delle risposte. E da alcuni giorni - dopo il suo passaggio in ottobre alla Festa del Cinema di Roma, dopo quello il 26 febbraio al Parlamento Europeo, dopo qualche giornata al Politecnico Fandango, alla Casa Internazionale delle Donne e all’Azzurro Scipioni di Roma (tutti i giovedì) e così via per il circuito alternativo - Zero-Inchiesta sull’11 settembre si può vedere anche in dvd, insieme con il libro che raccoglie interventi di Giulietto Chiesa, dalla cui indagine giornalistica il documentario ha preso le mosse, di Lidia Ravera, Gore Vidal, Franco Cardini e molte altre firme impegnate a parlare, in maniera critica, dei fatti legati all’11 settembre.Accompagnata da tre narratori come Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, l’indagine - condotta per alcuni anni da Franco Fracassi e Francesco Trento con il sostegno di una serie corposa di interviste a personaggi di indubbia competenza - si sintetizza nelle domande che allinea efficacemente il press book: perché le Torri Gemelle e l’edificio sette del World Trade Center, mai colpito da un aereo, sono crollati a velocità di caduta libera? Che cosa è davvero accaduto al Pentagono? Se un aereo lo ha colpito, dove sono i suoi resti? Come è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia intercettato nessuno dei quattro aerei dirottati? E via elencando contraddizioni e silenzi.
Il tutto si traduce in un montaggio di informazioni e di testimonianze tanto importanti quanto inquietanti, condotto con una precisione di argomentazione che dà dei punti al polemista Michael Moore. Un esempio di cinema documentario made in Italy che può parlare con il mondo - salvo la difficoltà di farsi vedere. Evidentemente, di certe cose si continua a pensare che sia meglio non parlare. Per fortuna esiste quella forma moderna di samizdat (nella Russia sovietica era il sistema per diffondere scritti clandestini) che si chiama dvd.
Un libro collettivo con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Juergen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven Jones, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Webster Tarpley e Barry Zwicker.


