di Nicola Ravera Rafele
E’ uscito quasi clandestinamente il bel documentario di Giulietto Chiesa, Fracassi e Trento che racconta una diversa verità sull’11 Settembre. E’ uscito al cinema il documentario di Giuletto Chiesa sull’11 Settembre, così mi dicono. Mi dicono: è bellissimo. Un lavoro proprio ben fatto, documentato, intelligente, anche sconvolgente in alcuni passaggi: quelli che raccontano le balle della commissione d’inchiesta che ha accollato al fantomatico Bin Laden la paternità degli attentati. Mi dicono, insomma, di andarlo a vedere. E io da bravo apro il giornale. Penso: al cinema andrà benissimo. L’Italia è un paese che ama i complotti, è un paese che sta attaccato alla Tv a vedere gli speciali di Lucarelli sugli anni di piombo come se fossero sceneggiati. E questo documentario racconta un complotto davvero succoso. Sarà un successo.
Apro il giornale e cerco. Cerco. E trovo ‘Zero’ solamente al Politecnico Fandango (3 giorni), al Detour (5 giorni), alla Casa internazionale delle donne (4 giorni) e all’Azzurro Scipioni (un giorno al mese). Nel resto d’Italia, nel mese di Maggio, c’è qualche proiezione sparsa, come fosse uno spettacolo teatrale di lunga tenitura arrivato alle ultime repliche.
Ma torniamo a Roma, dove ‘Zero’ è praticamente invisibile. In 34 sale c’è ‘Ironman’, in 33 l’illuminante ‘3ciento’, in 27 l’insipido ‘21′, in 24 ‘Saw 4′. Va bene, questi sono film che incassano. Un esercente avrà pur diritto a incassare.
Ma dove sono quelli che dovrebbero fare i ‘film di qualità’? Dov’è Moretti, dove sono ‘Greenwich’ e ‘Quattro fontane’, ‘Alcazar’ e ‘Filmstudio’, tanto per dire? Ad esempio il ‘Greenwich’ presenta per la (vado a memoria) sesta settimana ‘Non pensarci’, esile commediola di Zanasi che ha incassato poco i primi giorni, figuriamoci adesso. E allora sorge il dubbio che questo documentario di Giulietto Chiesa sia troppo ’scomodo’ per essere proiettato.
Entriamo nel merito. ‘Zero’ racconta con narratori d’eccezione (Dario Fo, Moni Ovadia, Lella Costa) la contro-inchiesta sugli attentati dell’11 Settembre. E’ affascinante, intelligente, ben scritto. Sia chiaro: non sono un complottista a oltranza. Magari non c’è nulla di vero, ma il documentario avrebbe in ogni caso il diritto di essere diffuso. Anche perchè si tratta di un ottimo lavoro giornalistico, che pone domande più che dare risposte. Risposte che, per altro, la commissione ufficiale sugli attentati non ha certo saputo dare.
Una parte del materiale che si può vedere in ‘Zero’ era già stato trattato da altri documentati e altre inchieste, altre notizie sono novità, scoperte grazie al buon lavoro di indagine giornalistica di Chiesa e Franco Fracassi, che firma anche la regia del film con Francesco Trento.
Viene così raccontato (in modo a tratti indiscutibile: parlano immagini chiarissime e testimonianze dirette ancora più chiare…) di quelle torri dove esplode una bomba nel basement 4 minuti prima dell’impatto dell’aereo. Viene raccontato del misterioso crollo delle Twin Towers: non sono crollati palazzi analoghi che sono stati esposti a fiamme ben più potenti per 22 ore. Il fuoco è quasi completamente spento quando le torri implodono, appena 50 minuti dopo l’impatto degli aerei. Non ci vuole nemmeno un fisico per capire che non è possibile. Poi c’è il misterioso buco nel Pentagono (Può un aereo di 38 metri entrare in un foro di 5? Secondo la commissione d’inchiesta, si. Beati loro…)
Questi sono tre esempi. Nel corso delle due ore di documentario, di insensatezze così ne troverete una trentina. Alcune fanno ridere, altre fanno piangere. E, comunque la pensiate su chi quel giorno ha abbattuto le Twin Tower scatenando una guerra decennale tra Islam e occidente, è impressionante rendersi contro di quanto corrotta e irregimentata sia l’informazione.
Da sette anni ci raccontano, ad esempio, che tutte le teorie cospirative non hanno adepti. A giudicare dalle interviste in questo documentario, non si direbbe. A parlare delle incongruenze della versione ufficiale sono fisici e militari, ex agenti della Cia e piloti di aviazione. Tutta gente, insomma, che sa di cosa parla. Peccato che poi faccia più comodo titolare a nove colonne sul ‘nuovo video di Bin Laden’ ( ne esce uno al mese, manco fosse Madonna…), piuttosto che guardare in faccia la realtà.
Fa più comodo a tanti che non si insinuino dubbi nella granitica ideologia di conquista della dottrina Bush, e, evidentemente, fa pure comodo che non si veda in giro questo film.

Un libro collettivo con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Juergen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven Jones, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Webster Tarpley e Barry Zwicker.


