FESTA ROMA: FO, SU 11 SETTEMBRE DA USA PUNTI GROTTESCHI
(ANSA) - ROMA, 24, OTT - «Per quanto riguarda l’11 settembre, certe situazioni, per come ci sono state raccontate, hanno dei punti non solo improbabili, ma grotteschi. Sembrano balle inventate da un generale, che è di solito capace di invenzioni altamente contorte, anche a causa del cappello che porta». L’ha detto Dario Fo durante la conferenza stampa di Zero, inchiesta sull’11 settembre, il documentario di Claudio Fracassi e Francesco Trento, presentato oggi alla Festa di Roma nella sezione Extra. Il premio Nobel, insieme a Lella Costa, Moni Ovadia e Gore Vidal, è fra i narratori del film non fiction, nato da un inchiesta di Giulietto Chiesa, che mette in dubbio con testimonianze e ricostruzioni la versione ufficiale fornita dagli Usa sui fatti dell’11 settembre. «Ho avuto la possibilità di vedere il documentario varie volte fin da quando era ancora nelle fasi iniziali ha spiegato Fo -. Una volta completato ho riguardato il materiale anche con esperti delle materie di cui si parla, e a tutti ha fatto venire dei dubbi su ciò che sapevano». Il drammaturgo spiega che «gli autori di Zero non sono partiti da tesi precostituite ma hanno determinato la struttura del documentario sulle verità che emergevano. Quello che vi chiedono e di guardare il film con attenzione». Poi ha ricordato: «Io, fin dall’omicidio Kennedy, con le spiegazioni incredibili, veri e propri insulti all’intelligenza della gente, fornite dal governo americano su certi eventi, ci ho fatto quattro spettacoli».

FESTA ROMA: ZERO, TUTTI I DUBBI SULL’11 SETTEMBRE
(ANSA) - ROMA, 24, OTT - Come e perchè sono crollate le Twin Towers e l’edificio 7 del World Trade Center? Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Cos’è al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi? Sono alcuni dei quesiti su cui indaga Zero, inchiesta sull’11 settembre, il documentario di Franco Fracassi e Francesco Trento, presentato oggi alla Festa di Roma nella sezione Extra. Il film non fiction, prodotto grazie alla formula dell’azionariato popolare cui hanno partecipato centinaia di persone, è nato da un’inchiesta di Giulietto Chiesa. Nel film, si mette in dubbio la versione ufficiale fornita dagli Usa sui fatti dell’11 settembre: «È vero che non è possibile stabilire con certezza la verità ma è possibile dimostrare quando uno mente dice Chiesa -. È il caso del l’amministrazione Usa e del presidente Bush, che hanno mentito al mondo sulle ragioni della Guerra in Iraq. L’inizio di quella storia, l’11 settembre, ha fin troppi punti interrogativi, che vanno chiariti». Il film, per il quale sono state raccolte oltre 100 ore di materiale, con immagini di repertorio, cartoni animati, animazioni e ricostruzioni in 2D e 3D, e oltre 90 interviste a testimoni oculari, sopravvissuti, esperti, investigatori è stato particolarmente apprezzato da Bob McIlvaine, membro dell’Associazione delle famiglie delle vittime dell’11 settembre: «Penso che questo sia un grande film ha detto in conferenza stampa McIlvaine, che l’11 settembre ha perso il figlio, Bobby - . Io alla versione ufficiale che ci hanno dato su quei fatti non ci ho mai creduto. Attraverso incontri negli Stati Uniti e nel resto del mondo ho continuato a cercare la verità, che però è possibile far conoscere solo su internet. Negli Stati Uniti, infatti, la gente, i politici, i media non ne vogliono sentire parlare, nessuno se ne occupa, si limitano ad insultarmi e a chiamarmi irresponsabile. Zero è un film fantastico, che andrebbe proiettato nelle scuole e nelle università per stimolare il dibattito su ciò che sta succedendo e sul perchè ci hanno mentito». Narratori d’eccezione del film sono Dario Fo, Lella Costa, Gore Vidal e Moni Ovadia. «Gli autori di Zero non sono partiti da tesi precostituite ma hanno determinato la struttura del documentario sulle verità che emergevano sottolinea Fo - . Quello che vi chiedono e di guardare il film con attenzione». Secondo il Premio Nobel «per quanto riguarda l’11 settembre, certe situazioni, per come ci sono state raccontate dal governo americano hanno dei punti non solo improbabili, ma grotteschi». Fracassi sottolinea che «trovare i testimoni, desiderosi di parlare è stato molto facile. Per troppo tempo ci si era accontentati delle versioni impersonali degli uffici stampa della Casa Bianca e dell’amministrazione americana, dimenticando persone come loro, che avevano voglia di dire ciò che avevano visto». Le forme di distribuzione di Zero non sono ancora state definite: «Dopo la notizia della partecipazione alla Festa di Roma ci hanno contattato molti distributori, ora siamo in trattative» aggiunge Fracassi oltre 40 Paesi sono interessati ad avere il film… ma non gli Stati Uniti».



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